02 Nov

5 emozioni di base +1: quali sono e come si riconoscono

“I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni.” P. Picasso

Le emozioni sono fonte di vita e di energia

Sono processi in continua evoluzione, sostengono e rafforzano l’espressione della nostra persona, sono il nucleo centrale della nostra esistenza e ci accompagnano ogni giorno nell’esperienza del mondo e di noi stessi.

Spesso abbiamo difficoltà ad esprimerle, ancor prima a riconoscerle e talvolta facciamo confusione.

Con alcune emozioni che riteniamo positive ci conviviamo bene, con altre il rapporto è più complicato, le riteniamo dannose e deleterie tanto da allontanarle il più possibile pensando: “non mi piaccio quando sono cosi”, “non devo stare male”, etc.

Riuscire a riconoscere le emozioni e imparare a gestirle fa la differenza!

Per approfondire leggi anche questo: Le emozioni spiegate da un film che non è Inside Out!

Nell’articolo di oggi vedremo insieme quali sono le emozioni principali da conoscere e riconoscere affinché possano diventare tutte nostre alleate per una vita ricca di BenEssere.

 

A COSA SERVONO LE EMOZIONI

5 EMOZIONI DI BASETutte le emozioni sono utili: ci guidano nella nostra vita e ci aiutano a sopravvivere.

Le emozioni svolgono 3 funzioni principali:

Ci preparano fisicamente ad agire;

Comunicano agli altri come ci sentiamo;

Comunicano come stiamo a noi stessi.

Servono a segnalarci come stiamo, se siamo soddisfatti o se abbiamo bisogno di un cambiamento, se stiamo bene oppure no.  Ci raccontano come stanno andando le cose e se stiamo o meno raggiungendo i nostri obiettivi personali, affettivi e interpersonali.

Un’emozione è una condizione complessa che prevede diverse componenti:

  • Valutazione cognitiva;
  • Attivazione fisiologica;
  • Espressioni verbali e non verbali;
  • Tendenza all’azione;
  • Comportamenti.

Ogni emozione comporta cambiamenti corporei non solo interni, ma anche visibili all’esterno e ha una sua specifica espressione. Le emozioni non sono volontarie, non possiamo crearle né eliminarle, allo stesso tempo possiamo gestirle attraverso il nostro comportamento.

 

EMOZIONI PRIMARIE E SECONDARIE

Tanti sono stati gli studiosi che si sono occupati di emozioni cercando di comprendere la loro natura e funzionamento.

Tra tutti fu lo psicologo americano Paul Ekman ad approfondire il tema delle emozioni e studiarne il collegamento con le espressioni facciali.

Ekman si recò in un remoto villaggio sulle alture della Papua Nuova Guinea per studiare gli abitati del posto e verificare se fosse possibile riscontrare anche tra loro le stesse emozioni provate da altri popoli. Gli indigeni, i Fore, popolo pre-letterario, alla vista di Ekman che mangiava del cibo a loro sconosciuto rimasero stupiti, uno di loro lo guardò con una particolare espressione di disgusto.

Seguendo e studiando questa Tribù Ekman si accorse di come le espressioni di base fossero universali perché riscontrabili in popolazioni diverse, anche in quella dei Fore, isolata dal resto del mondo.

Dobbiamo a lui quindi la suddivisione tra EMOZIONI PRIMARIE E SECONDARIE.

Ekman è riuscito a individuare 5 emozioni di base presenti in tutte le culture, universalmente identificabili attraverso le espressioni facciali, che funzionano come un meccanismo automatico per rispondere agli stimoli e ai cambiamenti dell’ambiente.

Ha preso in considerazione anche una sesta emozione accanto alle cinque primarie, cioè la sorpresa, che in realtà può definirsi come un’emozione secondaria, cioè come un mix di gioia e di paura.

Le emozioni secondarie infatti subiscono l’influenza sociale, è necessario un contatto interpersonale per dare loro vita e sono emozioni più complesse, hanno bisogno di più elementi esterni o pensieri eterogenei per essere attivate.

 

5 EMOZIONI DI BASE +1

Ogni emozione è collegata ai nostri bisogni e desideri, ed esserne consapevoli rappresenta un’opportunità per aumentare la conoscenza di noi stessi e degli altri.

Cerchiamo di approfondire il tema delle emozioni primarie e il loro ruolo nella nostra vita.

 

RABBIA

rabbiaÈ un’emozione primordiale e come tutte le altre emozioni ha una funzione adattiva. Il suo scopo è quello di aiutarci a percepire un’ingiustizia e quindi fronteggiarla.

La rabbia ha vari modi di manifestarsi. Nasce come reazione alla frustrazione, quest’ultima a sua volta nasce dal dolore, dal mancato soddisfacimento di un nostro desiderio. La rabbia, quindi, nasce dalla frustrazione e, allo stesso tempo, maschera il dolore.

La rabbia è una delle emozioni più inibite perché considerata pericolosa, ma reprimerla a lungo ha effetti ancora più pericolosi e dannosi.

Questa emozione ci spinge a liberare energie e darle voce, ci aiuta a trasformarla in una forza positiva per abbattere l’ostacolo che ci impedisce di realizzare un nostro bisogno o desiderio.

Se osserveremo la nostra rabbia, questa ci mostrerà su cosa dobbiamo lavorare!

 

TRISTEZZA

tristezza, emozioniQuesta emozione si innesca ogni volta che ci troviamo a vivere una perdita.

Si può sperimentare in seguito alla perdita di una persona cara, per la fine di una storia d’amore, per il fallimento di un progetto importante, per cambiamenti imprevisti e difficili da gestire, e altro ancora…

Quando perdiamo qualcosa a cui teniamo, l’umore precipita, spesso ci critichiamo e/o autosvalutiamo per non aver saputo affrontare adeguatamente la situazione. La tristezza si riversa nel corpo, la postura diventa ricurva, di chiusura e si manifestano crisi di pianto, passività, mancanza di motivazione e di energie.

Come le altre emozioni sopraggiunge per comunicarci qualcosa. Cercare di scacciarla senza affrontarla non risolve i nostri problemi.  La tristezza ci invita a fermarci, capire cosa è accaduto e piangere tutte le lacrime necessarie per elaborare il nostro dolore, affinché la ferita possa, un po’ alla volta, cicatrizzarsi per ripartire con rinnovata energia.

 

FELICITA’

Vi è mai capitato di sentirvi veramente appagati? Se la risposta è sì avete sperimentato la felicità!
A volte viene descritta come contentezza, soddisfazione, tranquillità, appagamento, altre come gioia, piacere, divertimento.

È un senso di appagamento generale e la sua intensità varia a seconda del numero e della forza delle emozioni positive che sperimentiamo.
Quando siamo felici, gioiosi ci sentiamo bene anche a livello fisico, si sviluppa infatti un’attivazione generale dell’organismo che si manifesta con un aumento del tono muscolare, un’accelerazione della frequenza cardiaca e una irregolarità della respirazione.

Un segno caratteristico di chi è gioioso è il sorriso, segnale universalmente riconosciuto della felicità. Accompagnato da uno sguardo aperto e luminoso, il sorriso ci comunica un messaggio di serenità e disponibilità, apertura al dialogo.

Tale stato d’animo porta ad una visione migliore delle cose, rendendoci più disponibili verso gli altri, verso i cambiamenti e pronti a reagire meglio agli imprevisti.

Leggi anche questo: La felicità può fare paura?

 

PAURA

emozioni paura

La paura è fondamentale per la nostra difesa e sopravvivenza: se non la provassimo non riusciremmo a metterci in salvo dai rischi.

La nostra risposta alla paura si definisce ‘attacco-fuga’: il cuore batte più velocemente del solito, ci sentiamo tesi, respiriamo rapidamente, sudiamo, abbiamo la bocca secca e siamo molto più vigili del solito.

Leggi anche questo: La paura ai tempi del Covid

A volte la paura può trasformarsi in ansia!
Ansia e paura hanno lo stesso interruttore ma i motivi per cui si manifestano sono diversi. Quando proviamo paura, siamo spaventati da qualcosa di reale. L’ansia si scatena quando si effettuano irrazionali previsioni negative e catastrofiche su eventi percepiti come importanti o pericolosi.

Ben venga percepire paura, perché ci attiva e ci mette in allerta. FONDAMENTALE E’ GESTIRLA!
La “percezione del rischio” infatti può essere distorta e amplificata sino a portare a condizioni di panico, con il rischio di attuare comportamenti impulsivi, frenetici, irrazionali e talvolta errati.

La paura non è solo una reazione individuale, ma ha una funzione sociale. Diventa una segnalazione d’emergenza per i nostri simili e stimola la memoria e l’apprendimento per fare di una brutta esperienza un’occasione di crescita.

 

DISGUSTO

È una reazione adattativa che ci impedisce di vivere situazioni sgradevoli e nocive per la nostra salute. L’esperienza del disgusto è universale, ma può cambiare a seconda della nostra cultura.

Questa emozione si manifesta con un’espressione facciale caratteristica e presenta una risposta fisiologica, psicologica e comportamentale specifica, come rallentamento cardiaco, aumento salivazione e risposte del sistema parasimpatico, quello che regola, tra altre cose, l’apparato digerente.

Solitamente causa disgusto ciò che al palato viene percepito come amaro o acido, al tatto ciò che è viscido, molliccio poiché facilmente associato a qualcosa di putrido e all’olfatto tutto ciò che ha un cattivo odore. Il disgusto associato ad un cattivo sapore è innato, ma sai che esiste anche il disgusto psicologico?

Il disgusto psicologico e ideologico, associato ad un certo tipo di persone, ideologie, atteggiamenti, etc. si sviluppa con la cultura e l’ambiente di appartenenza. Questa idea si basa sul pensiero di tossicità ed esprime l’intenzione di evitare di essere contaminati.

Ecco perché siamo istintivamente portati a rifiutare il contatto diretto con tutto ciò che va contro le norme di igiene, decoro e dignità che ci caratterizzano come esseri umani e che fondano appunto il nostro sistema sociale.

 

EMOZIONE +1: SORPRESA

sorpresaLa sorpresa è una reazione causata da un evento imprevisto, nuovo o strano ed è accompagnata da una sensazione di incertezza, il cuore batte forte, ci sente quasi sospesi in una sorta di blocco mentale.

Qualunque stimolo può generare sorpresa; riguardando tutti i sensi può nascere in relazione a qualcosa che si è visto, udito, odorato, assaporato, toccato o percepito. Coinvolge tutte le parti del viso: sopracciglia rialzate e incurvate, occhi sgranati e la mascella inferiore è rilasciata, il classico “rimanere a bocca aperta”.

La sorpresa è anche l’emozione più breve: dura solo una frazione di secondo.

Subito dopo il cervello inizia ad analizzare quanto accaduto e in base al risultato, passa a un’altra emozione.

Come ogni emozione ha un’origine biologica e affonda le sue radici nel bisogno di sopravvivenza, quando ogni sorpresa poteva rivelarsi una minaccia ad esempio un predatore o un’opportunità (una preda).

Ecco perché il cervello è attratto dalle novità anche quando siamo perfettamente al sicuro; tutti noi infatti cerchiamo attivamente le sorprese attraverso la lettura, andando al cinema, scoprendo nuovi locali, raccontandoci barzellette, etc.

I suoi effetti sono straordinari, perciò… lasciamoci sorprendere!

Allenando la nostra INTELLIGENZA EMOTIVA saremo in grado di comprendere i nostri bisogni profondi e soddisfarli, saremo consapevoli delle nostre emozioni e in grado di esprimerle con assertività.

Se non sai come possiamo farlo insieme: Consulenza personalizzata

Conoscere e accogliere le emozioni è possibile e necessario per migliorare la nostra qualità di vita e creare una condizione ideale per cambiare prospettiva, aprendo le porte alla felicità e al BenEssere.

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