Ansia

L’ansia e la paura sono emozioni che segnalano alla persona un pericolo (reale o presunto che sia). Esse rappresentano la preoccupazione e l’attesa per qualcosa di indefinito, spiacevole e/o minaccioso.

L’ansia, al pari di tutte le altre emozioni, non è disfunzionale in sé ma, anzi, risulta essere indispensabile ai fini della sopravvivenza ed è legata alla percezione soggettiva di pericolo, minaccia, verso obiettivi e scopi che vogliamo perseguire o anche semplicemente per la nostra incolumità fisica.

Sono, invece, la sovrastima dei pericoli unita alla sottostima delle proprie capacità di far fronte ad essi che finiscono con aumentare i sintomi legati all’ansia e che, a loro volta, come in un circolo vizioso, diventano essi stessi (i sintomi) fonte di pericolo per l’individuo che li sperimenta. L’ansia dunque è la combinazione di paura e preoccupazione ed è accompagnata da sensazioni fisiche come ad esempio palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea e tremore interno.

I disturbi d’ansia rappresentano i principali motivi di richiesta di consultazione specialistica nell’ambito dei problemi psicologici.

Tra di essi i principali sono:

  • attacchi di panico: episodi di improvvisa ansia intensa seguiti dal costante timore che possano ripresentarsi;
  • fobia sociale: caratterizzata dal timore per determinate situazioni sociali in cui si potrebbe ricevere un giudizio negativo;
  • disturbo d’ansia generalizzata: le preoccupazioni sono estese a una varietà di eventi o attività.

In genere la persona evita le situazioni che le provocano ansia, limitando fortemente la sua vita, o le sopporta con fatica e un grande dispendio di energia. Questo riduce notevolmente il benessere e la qualità della vita.

Attacchi di Panico

Gli attacchi di panico, che rientrano nell’insieme dei disturbi d’ansia, rappresentano un fenomeno molto diffuso: in Italia ne soffrono circa 10 milioni di persone.

Un attacco di panico è un periodo di paura o disagio intensi, con un inizio improvviso e una durata inferiore ai trenta minuti.

Chi è colpito da un attacco di panico solitamente cerca di gestirlo prova a gestirlo mettendo in atto una serie di azioni e comportamenti per proteggersi, per esempio respirare rapidamente, ma che spesso finiscono con il peggiorare la situazione dato che amplificano le sensazioni proprie del panico.

Oltre a questo, il timore che l’attacco possa ripresentarsi spinge la persona che ne soffre ad evitare quelle situazioni in cui non sarebbe possibile ottenere un aiuto o dalle quali sarebbe difficile allontanarsi (luoghi affollati, mezzi pubblici, code, etc.).

Basta un solo attacco per rendere sensibile la persona ad ogni minimo segnale dell’ansia,  spingendola così a sviluppare la “paura della paura” che spesso porta ad un incremento dell’ansia fino a scatenare un nuovo attacco di panico.

In questo spazio potrai esprimere le tue paure trovando accoglienza e conforto.

Approfondiremo insieme i motivi profondi che hanno portato allo stato di disagio per definire una  nuova condizione di tranquillità e serenità.