02 Ott

Scelta del partner: come e perché creiamo le nostre relazioni

“Quando si effettua una scelta, si cambia il futuro.”

Deepak Chopra

“È l’uomo della mia vita!” “Lei è la donna giusta per me!” “Perché me li scelgo tutti uguali?”

Sicuramente vi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di dire o pensare queste frasi.

Ma vi siete mai chiesti perché qualcuno ci piace? Quando ci innamoriamo accade per caso o ci sono anche altri motivi?

E soprattutto cosa ci guida nella scelta del partner?

Nell’articolo di oggi cercheremo di dare una risposta a queste domande, entrare nel complesso meccanismo della coppia e capire cosa davvero influenza la scelta del partner.

 

La coppia tra biologia e psicologia

Legame, congiunzione, insieme, la coppia è tutto questo e molto di più.

coppia, scelta del partnerLa coppia è un sistema complesso basato sui sentimenti e anche su tutto ciò che ognuno di noi porta nella coppia. Influenze, abitudini, idee, comportamenti, bisogni e aspettative che rappresentano da un lato una dote e una ricchezza, dall’altro possono essere motivo di conflitti e difficoltà nella relazione

Ecco perché non basta mettere semplicemente i pezzi l’uno accanto all’altro!

La scelta del partner è il risultato dell’interazione di numerose variabili, sia biologiche che psicologiche, ed entrambe hanno un ruolo determinante nell’orientarci su una persona piuttosto che un’altra.

Dal punto di vista biologico l’imperativo è la sopravvivenza della specie.

Secondo le teorie evoluzionistiche infatti il partner viene scelto in base alle migliori probabilità di garantire una prole e la sua sopravvivenza. Questa antica necessità si è tradotta nel tempo in meccanismi e strategie diverse per uomini e donne di selezionare i propri partner.

In maniera inconsapevole l’uomo tende a preferire caratteristiche femminili di salute, giovinezza e fertilità guidato dall’idea che una donna sana è in grado di crescere la prole. Per le donne prevale invece l’aspetto dell’affidabilità e protezione, una sorta di disponibilità alla cura della famiglia.

Dal punto di vista psicologico e sociale le nostre scelte sono guidate dal principio di somiglianza, tendiamo ad avvicinarci a chi presenta valori, caratteristiche di personalità, interessi simili ai nostri.

Ma la questione è più complessa…

 

La scelta del partner

scelta del partnerPrendiamo decisioni ogni giorno, dalle questioni più semplici a quelle più complicate e la scelta del partner non è da meno.

Come abbiamo visto sono diversi i motivi che ci spingono a scegliere un determinato tipo di partner piuttosto che un altro e creare dei legami. Alcune scelte sono consapevoli, mentre altre si rivelano inconsapevoli e inconsce.

Esiste infatti un altro aspetto fondamentale che ci guida nella scelta del partner ed ha radici più profonde.

In una relazione di coppia ognuno di noi porta un bagaglio e un modello, una specie di schema inconscio di come sarà la relazione e delle nostre aspettative su di essa. Questo schema arriva dalla nostra infanzia, dalle prime esperienze con le nostre figure di accudimento, ovvero i nostri genitori o chi si prende cura di noi.

John Bowlby, psichiatra e terapeuta londinese, fu il primo a parlare di questo schema e portare alla luce il concetto secondo cui le dinamiche attivate nell’infanzia possono predire le nostre tendenze comportamentali adulte nella gestione dell’affettività e delle relazioni

Questo schema, definito ATTACCAMENTO, ha una duplice funzione: quella biologica di protezione e quella psicologica di sicurezza. Rappresenta il nostro primo amore e questa relazione scriverà dentro di noi una strada, un’aspettativa delle nostre relazioni future.

Con questa idea ci muoviamo nel mondo, intrecciamo relazioni e inconsciamente andiamo alla ricerca di quel modello e delle possibilità di replicare il nostro schema.

 

Come si impara ad amare?

scelta del partnerAbbiamo visto che gli schemi di attaccamento che sperimentiamo durante l’infanzia creano dei modelli che determinano il nostro modo di amare noi stessi e gli altri e che i nostri rapporti di coppia non sono dominati da sfortuna o destino ma dal modo in cui abbiamo imparato a stare al mondo.

Da dove nasce tutto questo?

Negli anni 70 la psicologa Mary Ainsworth condusse diversi studi basati sull’osservazione del comportamento di bambini di 12 mesi, si concentrò in particolar modo sui comportamenti di esplorazione e attaccamento e delle dinamiche che si attivavano in presenza e in assenza della madre.

Da queste osservazioni dedusse che la nostra autostima e una relazione serena con altre persone sono strettamente connesse ad un certo tipo di attaccamento definito “sicuro” che prevede l’aver avuto genitori costanti, presenti e capaci di rimandare e rispecchiare al bambino il proprio valore e riconoscimento.

Al contrario comportamenti di ambivalenza e disinteresse da parte dei genitori non consentono al bambino di sviluppare un’adeguata visione e stima di sé e una percezione positiva degli altri.

Puoi approfondire qui: Strange Situation

Questo modo di percepire se stessi e il mondo si struttura fin dai primi mesi di vita, rappresenta un imprinting e predice in qualche modo come si struttureranno i nostri attaccamenti futuri.

 

Scelta del partner e stili di attaccamento

Innamorarsi di qualcuno, scegliere un partner significa dunque pescare dalla nostra memoria inconscia la nostra prima relazione d’amore e dare vita ad una forma di attaccamento che ricalchi il nostro primo amore.

Possiamo evidenziare tre tipologie di attaccamento principali:

 

ATTACCAMENTO SICURO: ho bisogno di te perché ti amo.

Se siamo stati amati e riconosciuti dalle nostre figure di riferimento avremo la tendenza a cercare dei partner ben disposti verso se stessi e gli altri, in grado di cercare e creare intimità, capaci di dare e ricevere.

Ci avvicineremo a persone capaci di rispetto ed empatia, di ascolto e apertura, tutte abilità che sono state rispecchiate e allenate durante la prima relazione d’amore infantile.

 

ATTACCAMENTO ANSIOSO AMBIVALENTE: ti amo perché ho bisogno di te.

Insicurezza nelle relazioni, la paura dell’abbandono e della solitudine, la dipendenza emotiva sono solo alcuni esempi delle conseguenze dell’attaccamento insicuro-ambivalente.

Se abbiamo vissuto questo tipo di attaccamento andremo probabilmente alla ricerca di protezione e conferme che in qualche modo non abbiamo avuto nella nostra infanzia.

Se la nostra autostima non è sufficientemente buona corriamo il rischio di sviluppare relazioni dipendenti, affidandoci a personalità svalutanti, prepotenti e manipolatorie.

 

ATTACCAMENTO EVITANTE: non amarmi

I bambini cresciuti con questo modello si trasformano in adulti praticamente incapaci di esprimere emozioni, tanto meno di provarle e identificarle. Adulti che cercano di allontanarsi affettivamente da tutto e tutti, indifferenti verso i propri sentimenti e allo stesso tempo angosciati all’idea di perdere la persona amata.

Se abbiamo sperimentato questo tipo di attaccamento avremo problemi a mostrare le nostre emozioni, tenderemo anzi a minimizzarle cercando di proteggerci dalla sofferenza. In realtà nascondiamo un forte bisogno di amore che non sappiamo come esternare, come chiedere.

Ci mostriamo poco affettuosi e poco disponibili a volte molto distaccati o addirittura sfidanti se entriamo in relazione con qualcuno, difendendo la nostra finta indipendenza, scegliendo un/a partner poco propenso/a all’intimità o, in alternativa scegliendo una persona molto affettuosa con l’intento di creare una relazione riparativa della nostra ferita infantile.

 

Esiste un’alternativa?

Lo stile di attaccamento che sperimentiamo forgia la nostra psiche e il nostro modo di stare al mondo, tuttavia questo non significa che siamo condannati a riprodurre per sempre lo stesso schema.

Tuttavia non aver avuto sani modelli nell’infanzia, o non aver stabilito relazioni in base a schemi di fiducia, non significa che non possiamo imparare a farlo in seguito.

Puoi scegliere di cambiare le cose! Leggi qui: Consulenza Psicologica

Ogni relazione che manteniamo o generiamo, rappresenta una nuova opportunità per attualizzare il nostro stile di attaccamento, possiamo sempre compiere delle scelte che possono modificare i nostri schemi e migliorarci.

Ognuno di noi può e deve avere consapevolezza di questo, può scegliere di andare oltre, vivere relazioni più sane e serene e soprattutto scegliere di non essere più prigionieri del nostro passato. 

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