02 Ott

Il cibo attraverso i 5 sensi: l’esperienza sensoriale dell’alimentazione

“Equipaggiato con i suoi 5 sensi l’uomo esplora l’universo e chiama Scienza questa avventura” E. Hubble

Mangiare è un’esperienza sensoriale che coinvolge tutti i 5 sensi.

Quando ci alimentiamo vista, tatto, gusto, udito e olfatto vengono coinvolti nella percezione del cibo. Ecco perché mangiare è un’esperienza sensoriale completa.

Olfatto, gusto, tatto, udito e vista, rappresentano la nostra prima forma di approccio al mondo, di scoperta e di conoscenza. Tutte le nostre conoscenze sono generate dal materiale che ci forniscono i 5 sensi e il loro esercizio ci aiuta a selezionare ciò che ci è più utile nella vita di tutti i giorni.

I sensi ci permettono di interpretare rapidamente il mondo esterno e integrano la realtà nel nostro mondo interno utilizzando, amplificando, rimaneggiando, generalizzando e perfino cancellando nuove informazioni.

Leggi anche questo: Cosa influenza la nostra alimentazione?

Ecco allora come i 5 sensi partecipano alla nostra esperienza alimentare:

 

VISTA

La percezione visiva gioca un ruolo chiave nella nostra alimentazione e nel nostro rapporto con il cibo. Il colore del cibo come anche la sua disposizione nel piatto, le guarnizioni, le spezie, una tavola imbandita per le feste o per un’occasione speciale, attira la nostra curiosità innescando un meccanismo di forte aspettativa.

Ma il senso della vista viene coinvolto già prima del momento del pasto: quando acquistiamo un prodotto, siamo attratti dalla sua confezione, dal suo aspetto, dal suo colore. Successivamente, mentre mangiamo, l’aspetto del cibo stimola la produzione della saliva e dei succhi gastrici che preparano lo stomaco alla digestione.

La vista è un aspetto fondamentale anche della moderna gastronomia: l’estetica del piatto infatti mette in relazione sfere sensoriali diverse.

Ciò che è bello a vedersi può sembrare più buono nel momento in cui lo si gusta.

 

OLFATTO

cibo e 5 sensiIl profumo di un cibo ci può ricordare un momento particolare o ci può far rivivere una sensazione, l’olfatto è infatti un senso molto “potente”, capace di arricchire la percezione del gusto con una ricchissima gamma di sfumature. Nel momento del pasto, l’olfatto, come la vista, stimola in noi la produzione delle secrezioni (la famosa “acquolina in bocca”) e ci permette di capire se un cibo è fresco oppure no.

Il naso è un organo estremamente sensibile, in grado di riconoscere centinaia di sostanze diverse in maniera immediata e di inviarle alla parte del nostro cervello dove hanno sede la memoria e i centri di controllo delle emozioni.

Chi non ricorda, infatti, almeno un profumo di un particolare piatto che cucinava per noi la mamma o la nonna quando eravamo piccoli?

Ecco perché spesso colleghiamo un odore a ricordi e sentimenti, e perciò diventa facile capire quanto la sensazione che ci deriva da un piatto è profondamente legata all’odorato.

 

TATTO

cibo e 5 sensiMangiare con le mani, toccare il cibo con le mani, poi con la lingua e con i denti, ci aiuta a percepire la sua durezza o la sua friabilità, la sua consistenza.

Provate a pensare a una patatina fritta: siamo ancora invogliati a mangiarla se quando la tocchiamo è molle? Con queste azioni attiviamo il senso del tatto, una sensazione unica e preziosa.

Un noto detto recita: “Le mani sono le posate del re!” e infatti, toccare il cibo con le mani, poi con i denti, la lingua e il palato, ci aiuta a percepire la sua consistenza, influenza il nostro giudizio su ciò che mangiamo e ci dà piacere e appagamento.

 

 

UDITO

cibo e 5 sensiPensiamo a quando mordiamo una mela o la crosta croccante del pane; il rumore che sentiamo ci dà un senso di soddisfazione e ci invoglia a continuare a mangiare.

Allo stesso modo, i rumori che sentiamo intorno a noi, quando siamo a tavola, ci predispongono al momento del cibo (l’acqua che bolle in pentola, il rumore delle forchette e delle stoviglie, il ticchettio del timer del forno…)

Può sembrare il senso meno coinvolto, ma in realtà anche ciò che sentiamo influenza le nostre scelte.

 

 

GUSTO

cibo e 5 sensiIl nostro gusto varia a seconda delle nostre abitudini alimentari, dell’età e di come abbiamo educato il nostro palato. Ciò fa sì che non a tutti piacciano le stesse cose e che nel tempo possiamo cambiare opinione sugli alimenti che oggi non mangiamo.

I recettori gustativi sono presenti sul lato superiore della lingua, nella mucosa del palato, nella faringe e nell’epiglottide. Tutta la lingua è sensibile ai gusti, ma con intensità diverse e ogni zona sente un gusto diverso: la punta è più sensibile al dolce e salato, le zone laterali al sapore acido, mentre l’amaro è sentito dalla parte posteriore.

Cosa molto particolare, ma che in realtà riassume tutta la soggettività del mangiare, è che ogni individuo sente un gusto diverso. Se facciamo mangiare a diverse persone lo stesso cibo, nello stesso momento e nelle stesse condizioni ambientali, e poi chiediamo loro di descriverne il gusto, avremo tante risposte diverse quante sono le persone coinvolte!

Non dimentichiamo che esiste anche il retro gusto. Un alimento che dopo un solo morso può risultare sgradevole, dopo qualche istante può essere piacevole perché lascia in bocca un gusto molto buono come ad esempio nel caso di alcuni formaggi o cibi particolarmente speziati.

I 5 sensi sono dunque fondamentali per la nostra alimentazione e per assaporare fino in fondo un cibo, tanto che, soffermarsi qualche secondo su ognuno di loro, potrebbe addirittura amplificare la sensazione di piacere che proviamo mangiando.

Allenando i nostri 5 sensi possiamo trasformare un semplice pasto in un’esperienza sensoriale completa e nuova,  piacevole, rilassante e soprattutto consapevole.

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